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- La migale - |
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IMMAGINE |
DESCRIZIONE |

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Migale
GRUPPO: invertebrati ORDINE:
araneidi
FAMIGLIA:
avicularidi GENERE e SPECIE: theraphosa
leblondi
LUNGHEZZA:
dai 18 fino a 26 cm di diametro, 8-10 cm di corpo, fino a 12 mm le
cheliceri
RIPRODUZIONE:
probabilmente tutto l'anno
DIETA TIPICA: insetti, serpenti, lucertole, uccellini e altri
piccoli vertebrati
VITA MEDIA: fino a 20 anni le femmine, i maschi 2-5 anni dopo la
maturità sessuale
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CURIOSITA' |
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NOTE INTERESSANTI
- Quando sono attaccate, le migali si strappano i peli
dell'addome e li scagliano contro l'avversario, provocandogli un
fastidioso prurito.
- Le piccole migali subiscono una muta ancor prima di
nascere; la loro prima trasformazione avviene quando sono ancora nel
bozzolo. In seguito le mute si succedono rapidamente, ogni 3-4
settimane fino all'età adulta. A questo punto i maschi conservano lo
stesso aspetto fino alla morte, mentre le femmine continuano a
mutare ogni uno o due anni. Questa delicata fase dura molte ore,
durante le quali la migale resta totalmente indifesa. Deve infatti
restare dorso a terra, rischiando così di cadere vittima di qualche
predatore, ad esempio una cavalletta o un altro ragno.
- Una migale di 80 g è in grado di arrampicarsi
facilmente su un muro senza servirsi di tutte le zampe.
- Il pasto di una migale può durare a volte fino a 24
ore.
- La migale ha la facoltà di amputarsi una zampa in
punti ben precisi con poco rischio per la sua vita. Il motivo di
questa azione rimane ancora oggi un mistero per gli studiosi.
- A riposo il loro cuore batte 35 pulsazioni al
minuto.
- I cheliceri sono vere e proprie tenaglie multiuso.
Posti ai lati della bocca, si richiudono come dei coltelli a
serramanico. Sono formati da due parti articolate: la più grande,
una sorta di serbatoio, contiene il veleno; l'altra costituisce la
tenaglia vera e propria e si ripiega all'ingiù quando non viene
utilizzata. Le migali usano i cheliceri per catturare le prede,
immobilizzare le vittime, "masticare" il cibo e difendersi dagli
attacchi. Se ne servono anche per scavare la tana, per ripulire
quest'ultima e per trasportare i bozzoli contenenti le uova.
- Anche i cheliceri (tenaglie) più resistenti possono
spezzarsi. Sono allora necessarie molte mute del giovane animale
prima che si rigenerino e ritrovino la loro forma primitiva. –Ma dal
momento che i maschi adulti non mutano, l'handicap è per loro
irrimediabile e spesso fatale.
- Fra tutto i naturalisti che, alla fine del XVIII
secolo, percorsero l'America Meridionale, Jean-Baptiste Leblond è
uno dei meno noti. Nel 1768, all'età di vent'anni, venne nominato
commissario reale nella Guaina Francese e gli fu affidato il compito
di eseguire delle ricerche sulla china. Scoprì il più grande ragno
del mondo, chiamato in suo onore Theraphosa leblondi Dal momento che
il colore dei suoi peli varia dal beige al bruno, è poco visibile
sul terreno.
- Da tempo vittima della sua cattiva reputazione e
della restrizione del suo habitat naturale, la migale deve
attualmente far fronte a un altro pericolo: dagli Stati Uniti è
stata lanciata l'effimera moda di fare di lei un animale domestico.
La migale viene considerata alla stregua di una tartaruga o di un
pesciolino roso e allevata in appositi terrari. In effetti questo
ragno non sporca, non è aggressivo e dev'essere nutrito solo una
volta alla settimana. Quanto alla sua "dimora", può rimanere un anno
senza essere pulita.
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Habitat |
Comportamento |
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Habitat
La migale è diffusa nelle foreste tropicali dell'America Meridionale.
Questi ragni scelgono come rifugio una fessura su un albero, una buca
nel terreno, oppure scavano una tana. Quale che sia il loro "alloggio"
una ragnatela ne difende l'entrata. In caso di necessità, sono in grado
di tessere grandi ragnatele e di costruirsi un piccolo rifugio sul
tronco di un albero.
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Comportamento
Le migali sono animali che non si concedono mai un attimo di tregua:
durante la veglia, il riposo o la caccia, i peli estremamente sensibili
distribuiti su tutto il corpo rilevano gli eventuali pericoli. Questo
sensibilissimo apparato sensoriale serve a compensare la debolezza della
loro vista. Escono al crepuscolo per sgranchirsi le zampe, senza però,
mai allontanarsi troppo dalla tana. La notte è dedicata alla caccia, il
giorno ala tessitura. La migale realizza alcune tele, prive di
un'architettura precisa, solo per protezione e altre, a forma di calza,
fungono da trappola. A volte però le migali si espongono in prima
persona per intimidire i nemici; in questi casi continuano a tessere il
loro filo anche quando sono in movimento e lo "srotolano" alle loro
spalle, come una corda di sicurezza.
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Nutrimento |
Riproduzione |
Nutrimento
I ragni hanno escogitato nel corso della loro lunga evoluzione metodi
ingegnosi e straordinari per nutrirsi. Il loro esofago poco voluminoso
li costringe a "liquefare" le prede prima di ingerirle. Le migali
adottando due diversi sistemi: alcune inumidiscono la vittima con una
sostanza secreta dall'intestino e ricca di enzimi che dissolvono i
tessuti; la "pappa" ottenuta, filtrata poi dai peli della bocca per
eliminare i pezzi troppo grossi, viene "masticata" dai forti cheliceri,
gli arti perorali a forma di tenaglia, fino ad ottenere una sorta di
paté. Altre migali, attraverso un minuscolo orifizio, iniettano nel
carapace della vittima, ad esempio un insetto, un succo digerente che
liquefa l'animale. A questo punto non devono far altro che aspirare il
contenuto. Ogni specie di migale ha il suo piatto preferito: rane,
cavallette, blatte, lucertole, serpenti o piccoli roditori sono le
vittime più comuni. Le caccia in movimento, oppure tendendo loro una
trappola.
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Riproduzione
Un rituale nuziale più simile a un combattimento che alle effusioni
amorose precede l'accoppiamento. Può protrarsi per 2-3 ore: dapprima il
maschio deve affrontare l'aggressività della femmina che rischia di
eliminare il compagno prima ancora di unirsi a lui. L'unione stimola
l'appetito della femmina che spesso divora il compagno subito dopo
l'accoppiamento. Quando la femmina fecondata effettua la muta prima di
deporre le uova, bisogna ricominciare tutto da capo: Infatti ritorna
vergine. Dopo la deposizione la madre protegge le uova (il cui numero
varia a seconda della specie) all'interno di un bozzolo di seta. La
migale è una buona genitrice e generalmente si sposta con il bozzolo tra
le zampe. Alla nascita i piccoli misurano di 6 agli 8 mm di diametro.
Per 15-20 giorni rimangono nelle vicinanze del nido e poi si disperdono.
Solo una parte della numerosa figliata raggiungerà l'età adulta. Molti
piccoli rimarranno vittime della dura legge della foresta e del
cannibalismo, diventando cibo per i fratelli o per gli adulti.
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IMMAGINI E LINK |
LISTA
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IMMAGINE 1
- Una migale per terra con tutte le sue zampe.
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IMMAGINE
2 - Una migale tra le rocce che esce da un anfratto.
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IMMAGINE
3 - Un esemplare di migale che si arrampica su una parete.
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Articolo offerto da: ArcadiA Club |
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