Le prime impressioni che abbiamo di Parigi sembrano tutte dire che non è solo New York a meritarsi l'appellativo de "la città che non dorme mai". Ce ne accorgiamo dai soliti locali e bar che chiudono le loro porte solo alle sei del mattino, certo, ma anche dalle piccole botteghe che circondano i quartieri più remoti della capitale. Poco distante da Belleville, infatti, Rue Vicq d'Azir è una piccola via piena di negozi di alimentari aperti solo la notte. Bibite, cibo confezionato, bevande alcoliche, ma anche tantissima frutta e verdura. Così, i viaggiatori che faticano a trovare il proprio ostello, hotel o bed & breakfast dopo un lungo viaggio, si fermano in quelle botteghe a rifocillarsi prima di rimettersi in cammino. Numerosi, in modo forse del tutto inaspettato, anche i coiffeurs notturni. La vita in un quartiere qualsiasi di Parigi inizia a colazione in boulangerie (dove, in realtà, ci si potrebbe andare anche a pranzo per le buonissime baguette che sono sfornate continuamente) e termina in una di quelle botteghe o di quei locali. Numerosi i libri scritti sui segreti di Parigi, ovvero su quelle mete nascoste della capitale più ambita dai turisti cosiddetti "romantici", posti che non siano la Tour Eiffel o il quartiere latino, per intenderci. Forse il segreto è proprio in questo: non percorrere le strade e le mete che, ormai, appartengono ai turisti, bensì affondare nel cuore di Parigi. Lì dove i parigini vivono, studiano, mangiano e lavorano solitamente. Il fascino dei bistrot è notevole, ma scoprire dove gli abitanti di una città così maestosa e "da cartolina" comprino uova e patate fa capire, paradossalmente, molto di più che un semplice paesaggio da cartolina.
Autore: Carmine_Della_Pia
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