Il T. O. T., acronimo di Tip of Tongue, è quel frustrante fenomeno che ogni tanto capita ad ognuno di noi: avere una parola sulla punta della lingua ma non riuscire a ricordarla. Possiamo provare in tutti i modi, ci sembra di ricordarne il suono, sentiamo che siamo lì lì per ricordarla, ma (che rabbia!) la parola continua a sfuggirci, persa nei meandri della nostra mente. Non possiamo farci nulla, se non aspettare che torni puntualmente quando ormai non ci serve più. Prendiamoci, allora, almeno la soddisfazione di capire perché questo accade. Possiamo analizzare il fenomeno in due chiavi: quella freudiana e quella fornitaci dalle neuroscienze che studiano il complesso rapporto mente cervello. Secondo Freud, questo fenomeno scaturisce, come tutti gli atti mancati (lapsus, sbadataggini, dimenticanze, etc.), da una rimozione a livello inconscio di questa parola, perché, per qualche complesso e contorto meccanismo, la associamo a qualcosa di spiacevole. Fin qui la sempre affascinante spiegazione psicanalitica, diversa quella neuro-scientifica. Partendo dal presupposto che il cervello è formato da aree funzionali indipendenti tra loro, ma interconnesse, si ipotizza la divisione tra l'area semantica (dei significati delle parole) e l'area fonologica (relativa alla successione delle lettere che ci dà il suono delle parole). Un cattivo funzionamento di questa connessione e la parola salta. Ancora, può esserci un' interferenza di un'altra parola, magari simile per suono o significato, che sopprime quella che vorremmo dire. Quale che sia la spiegazione, la soluzione è una sola: non arrovellarci a cercare la parola e aspettare che torni spontaneamente.