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La saturnia minore


 
La saturnia minore

Caratteristiche

NOME COMUNE: Saturnia minore
GRUPPO: invertebrati
ORDINE: lepidotteri
FAMIGLIA: saturnidi
GENERE: eudia saturnia

LUNGHEZZA: 1,3 cm; apertura alare, 4 cm nel maschio e 8 cm nella femmina

RIPRODUZIONE: probabilmente tutto l'anno

DIETA TIPICA: il bruco ha un tipo di alimentazione vegetale; nessun nutrimento durante gli ultimi due stadi di vita (crisalide e farfalla)
VITA MEDIA: un anno; la farfalla propriamente detta vive solo 3-4 giorni

Curiosità

  • Come molti altri termini scientifici, anche "Lepidotteri" deriva dal greco lepidos, che significa "squama". Le ali delle farfalle, infatti, sono ricoperte, proprio come i pesci, di minuscole squame embricate come le tegole di un tetto.
  • Le antenne del maschio, molto più sviluppate di quelle della femmina, misurano più di 5 mm e sono degli straordinari organi sensoriali che permettono alla saturnia di individuare la presenza di una femmina a circa 10 km di distanza. Comodo, soprattutto viso che sono praticamente ciechi.
  • Mentre il maschio è sia diurno ce notturno, cioè può volare tanto durante il giorno quanto durante la notte, la femmina è esclusivamente notturna e sembra essere incapace di volare prima di essere stata fecondata.
  • Di notte il bruco della saturnia minore costruisce un bozzolo a forma di pera, il cui orifizio è protetto da una serie di spine rivolte verso l'esterno che, come una sorta di trappola per topi, impediscono l'entrata dei nemici senza però ostacolare l'uscita della crisalide.
  • È possibile osservare la saturnia minore nel periodo da marzo a luglio. Le crisalidi, infatti, si liberano dal bozzolo in momenti diversi a seconda della temperatura ambientale che, in base agli esperimenti eseguiti, deve raggiungere una determinata soglia per porre fine al periodo di ibernazione. Se tenuta in frigorifero, la crisalide può essere conservata per diversi anni.
  • I fertilizzanti chimici e l'estensione delle zone fortemente popolate sono i principali nemici della saturnia minore, che attualmente è divenuta una specie rara in diverse regioni d'Europa.

Habitat

La saturnia minore si trova in Europa e nell'Asia settentrionale. Abita le lande, le brughiere, le praterie e il limitare dei boschi e riesce a sopravvivere fino a 2000 m di altitudine. Passa dalla terraferma al cielo: dapprima piccolo uovo, poi famelico bruco che, alla fine di autunno, tesse un bozzolo piriforme sospeso tra i rami di un albero o di un cespuglio dove trascorre l'inverno, quindi crisalide e, infine, effimera farfalla.

Comportamento

Uscita dal bozzolo, la farfalla dispiega le ali come le vele di una nave, mostrando dapprima un colore azzurro pallido screziato di arancione e poi un ocello tondo, simile a un occhio truccato. Ancora umida e brillante sotto il sole primaverile, la saturnia si alza in volo lentamente. La femmina presenta gli stessi colori caldi e delicati del maschio che, tuttavia, si attenuano presto e scompaiono quando le ali si seccano. Comincia allora la sua folgorante esistenza che consiste di 3-4 giorni di frenetiche ricerche. Trascorreranno 88 ore per incontrare l'anima gemella, deporre le uova e scomparire. Dall'uovo nasce un bruco che, con l'avvicinarsi dell'autunno, raggiunta la lunghezza di 6 cm e il diametro di 1 cm, cessa improvvisamente di mangiare e si dedica alla costruzione del bozzolo: ne fissa l'estremità ad un ramo, predispone uno stretto orifizio per poter uscire in primavera, infine, produce un lungo filo di seta nel quale si avvolge come in un lenzuolo. Avviene quindi la ninfosi, cioè la trasformazione del bruco in crisalide, costretta a rimanere prigioniera del suo stesso guscio durante i mesi freddi per trasformarsi in farfalla solo all'arrivo delle prime belle giornate, quando la saturnia minore rompe il bozzolo di protezione e vola via.

Nutrimento

Come molte altre farfalle, la saturnia minore non è in grado di alimentarsi, anche se possiede un apparato digerente e una tromba che però, essendo atrofizzata, non le permette di assorbire il nutrimento. Una volta nata, dunque, è destinata a morire nel giro di 3-4 giorni. Tuttavia, al secondo stadio della sua esistenza, quando si presenta come un grosso bruco verde di circa 6 cm di lunghezza e decorato da anelli neri, la saturnia si rivela una creatura vorace. Come un orco famelico, il bruco percorre lo stelo e le tenere foglie dei rovi, dell'erica, dei salici e di altre piante selvatiche, mangiando a volontà. Già a partire da questo momento deve però lottare contro il tempo: l'inverni, infatti, è alle porte e non gli sarà possibile superare i lunghi mesi di ibernazione senza il bozzolo che dovrà costruirsi.

Riproduzione

Dal momento in cui le ali si seccano, il maschio parte alla ricerca della partner. I due padiglioni situati al di sopra degli occhi sono in realtà delle antenne olfattive che permettono alla saturnia di individuare la presenza della femmina anche a grande distanza. Durante l'incontro, i due innamorati si tengono stretti, coda contro coda, e, una volta portato a termine l'accoppiamento, la femmina spicca il volo per andare alla ricerca di un luogo adatto alla deposizione. Le uova vengono deposte, spesso in un cespuglio di rovi, o su foglie alle quali aderiscono grazie a una sostanza vischiosa secreta da una speciale ghiandola. Il bruco si sviluppa rapidamente e divora voracemente il suo stesso bozzolo per liberarsi.

Immagini

Articolo offerto da ArcadiA Club: testo originale



Autore: venom00

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