I conti di Blois costruirono nel X secolo un castello su un alto costone lungo una curva della Loira per difendersi dalle incursioni provenienti dalla zona di Angers. Divenuto proprietà della famiglia degli Amboise che lo conservarono per cinque secoli, subì varie vicissitudini finchè nel 1465 venne raso al suolo su ordine di Luigi XI. Prontamente rientrati nelle grazie del re, gli Amboise poterono iniziare la ricostruzione ma ebbero il tempo per completare solo le ali nord e ovest. Quest'ultima esiste ancora, è un corpo di alloggi accompagnato da una torre d'angolo che poteva avere funzioni difensive. L'ala nord invece ospitava una grande sala con vista sul fiume. Quelle sud e est furono ricostruite in modo molto rimaneggiato e secondo il gusto venuto dall'Italia solo nel corso del '500. Nel 1560 Caterina de Medici costrinse Diana di Poitiers, ex favorita del suo sposo Enrico II morto l'anno prima, a cedere Chenonceau in cambio di Chaumont, allora ancora incompiuto. Dopo diverse trasformazioni il castello attraversa un momento decisivo nel 1750, quando il nuovo proprietario fa abbattere l'ala nord per godere del panorama sulla valle. Abbatte anche il grande scalone per portarlo alla nuova altezza dell'ala sud che completa dotandola di un portico ed edifica la bella volta della cappella. Inoltre, al posto di vecchi ambienti di servizio egli installa una piccola fabbrica di ceramica e vetreria. Per variarne la produzione si rivolge ad un medagliere italiano, Giovan Battista Nini, le cui opere sono ancora visibili nel circuito di visita del castello. La Rivoluzione fa qualche danno al castello, poi ritorna la calma. Nel 1833 un nuovo proprietario, il visconte Walsh, modifica lo scalone e l'estremità dell'ala nord secondo il gusto del tempo ma incontrando l'opposizione della commissione per i monumenti storici a causa di interventi troppo radicali. Infine nel 1875 un nuovo proprietario compie nuovi lavori di ristrutturazione seguendo il gusto neorinascimentale. Il castello diventa sede di feste sontuose e di ricevimenti che si susseguono fino alla crisi finanziaria e alla seconda guerra mondiale. Acquistato dallo stato dopo la guerra, si proseguì alla distruzione delle aggiunte ottocentesche a favore di una estetica piuttosto spoglia e fredda che però privò il castello della testimonianza della decorazione del secolo precedente. Pur senza rapporto con la gestione del castello, si segnala all'esterno la presenza di bei giardini contemporanei.
Autore: carlafr
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