La filosofia è "amore del sapere": con questa espressione non voglio intendere soltanto una spiegazione etimologica, ma soprattutto la definizione della natura stessa della filosofia. Infatti, quest'ultima, è una disciplina come tante altre dotata di un metodo, di una logica che investe il suo modo di procedere e tendente ad uno scopo.
Georg Wilhelm Friedrich Hegel, filosofo dell'Ottocento, ha sapientemente illustrato la questione relativa allo statuto della filosofia in un paragrafo della Prefazione alla Fenomenologia dello Spirito, la sua prima opera sistematica. Il paragrafo a cui mi riferisco, nella sua brevità, riflette tutta la complessità del pensiero hegeliano e ne racchiude il senso.
Dire che il termine "filosofia" significa "amore del sapere" equivale ad ammettere che la "filosofia" è un sapere concreto, "reale", per dirla con Hegel finalizzato alla ricerca della "verità", rappresentando quest'ultima un bisogno per il filosofo: proprio in ciò risiede la scientificità di ogni indagine filosofica. Pertanto, se "conoscere" vuol dire elaborare dei concetti, dal punto di vista di Hegel è soltanto nello sviluppo della razionalità che questi ultimi si plasmano.
Ci troviamo di fronte alla presa di coscienza non solo dello scopo conoscitivo della filosofia in quanto scienza, ma anche del ruolo che essa riveste nel contesto scientifico. Infatti, essa non svolge semplicemente una funzione di comprensione o contemplazione, ma il suo compito deve essere quello di "edificare" la realtà conoscitiva. Questa capacità costruttiva ci permette di inquadrare la filosofia nelle vesti di "scienza madre", riferimento per tutte le altre.
Autore: 81GC56VM
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