Consiglio
Ciao a tutti/e, vi volevo chiedere un...
L'immagine del sé nel soggetto sottoposto a trapianto di organo
L'essere umano possiede una rappresentazione mentale del proprio corpo che risulta puntuale ma mai statica, piuttosto sempre in evoluzione con le caratteristiche psico-fisiche acquisite durante il trascorrere degli anni. Queste osservazioni furono oggetto di studio di neurologi e psichiatri dell' 800 i quali elaborarono teorie in relazione a disturbi della personalità quali la depersonalizzazione e i disturbi di panico nonché la dismorfofobia. E' stato osservato che è sufficiente un danno a carico di un organo o tessuto affinché i processi psichici del malato si concentrino sulla nuova condizione modificando la propria immagine corporea. Tale aspetto si rileva nei casi di intervento chirurgico nei quali l'evoluzione della percezione del sé è sempre un evento certo, indipendente dall'esito dell'intervento stesso, in quanto viene interrotto e/o deviato il naturale e graduale processo di accettazione della nuova condizione fisica.
Il trapianto, la sostituzione di un organo, del "proprio" con l' "altrui", l'integrazione della rappresentazione del proprio corpo con quella di un altro soggetto destabilizzano ancor più i processi mentali di accettazione di una nuova condizione. Gli interventi di psicologi e psichiatri a questo proposito aprono ad interessanti dibattiti. Se alcuni studiosi sono pienamente convinti dell'importanza dell'anonimato del donatore, in modo che non venga sovrapposta un'immagine estranea alla propria, alcuni sono senz'altro a favore della possibilità di rendere nota l'identità del donatore stesso. Il dibattito è ancora aperto e lungi dal trovare una soluzione etico-scientifica assolutamente percorribile. Sicuramente nel processo di accettazione di sé molta importanza riveste il "miracolo della donazione", un atto di estremo amore che il soggetto sottoposto a trapianto è accompagnato a comprendere e ad elaborare. L'integrazione del sé con l'altro, detto processo di "incorporazione", fa parte del programma di supporto psicologico rivolto a coloro che subiscono un trapianto. L' erogazione di questo protocollo terapeutico è affidata a personale adeguatamente formato nell'ambito dei programmi nazionali di trapianto di organi e tessuti.