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Smettere di fumare: perchè le persone fumano, diventano dipendenti e muoiono?


 
Smettere di fumare: perchè le persone fumano, diventano dipendenti e muoiono?

Per smettere di fumare occorre prima capire perchè lo si fa. Nella maggior parte dei casi si inizia a fumare per una questione di socialità, la sigaretta è un accesso facilitato alle amicizie, una pistola che ci fa sentire più forti, una prova del fuoco, una virgola che accresce il nostro fascino, un passepartout per accedere a ragazzi e ragazze che altrimenti ci sarebbero preclusi. Fumare tabacco ci fa sentire speciali, un po' maledetti e incredibilmente stilosi ma fa anche male. Tutti sappiamo di recare offesa al nostro corpo, perchè fumiamo? Possibile che siamo tutti autolesionisti? Quale essere umano si danneggia consciamente? Quello che non si accorge del danno che patisce. Il fatto di non sentire dolore o malessere immediato non ci dà la misura di ciò che stiamo subendo. La prima volta che tocchiamo la fiamma, capiamo che brucia, i nervi avvisano istantaneamente il cervello e per il resto della vita faremo in modo di non toccare il fuoco. Fumare fa invece male in modo estremamente più lento e la nostra mente si accascia in un'ombrosa assenza di razionalità: "il fumo danneggia la salute? Non la mia. I tumori? Vengono agli altri, magari solo per predisposizione. La pelle non invecchia, l'impotenza, le cellule cerebrali, il cuore, la crescita, il seno, tutto falso, le persone invidiano il mio coraggio e la posizione sociale che mi dà far passare fumo dentro di me..." Così, senza pensare, accendiamo uno dopo l'altro migliaia e migliaia di ceri votivi a quella dea Morte a cui non crediamo ma che ascolta, in silenzio, tutte le nostre invocazioni. Morte non è avara di grazie ed esaudisce incessantemente le nostre preghiere; ci basta far passare le sue trame nei nostri polmoni e milioni di volte siamo omaggiati con malesseri diffusi, mancanze varie, fino al dono più ambito un decesso lento, frustrante e doloroso. Ecco cosa ci porta ad adorare la Morte: 1) Il primo passo è l'accettazione dell'umiliazione di aspirare fumo (dal gusto più che orrendo), in cambio della quale otteniamo affermazione e accettazione in un determinato gruppo sociale; abbiamo ciò che tutti vogliono senza sforzo, senza usare personalità. Un ottimo guadagno. Siamo giovani, fumare non ci dà alcun piacere ma ci sentiamo grandi nel farlo. Da soli non fumeremmo mai (1-2 sigaretta al giorno). 2) Proseguiamo a fumare perchè non avvertiamo malesseri veri e propri, magari cala un po' il fiato ma niente di preoccupante. La nicotina inizia pian piano a piacerci, gli amici rimangono e siamo certi di avere il controllo sulla cosa. Quando siamo soli non fumiamo molto. La dipendenza può essere già iniziata (3-5 sigarette al giorno). 3) Fumare diventa un'abitudine, un qualcosa che ci lega ad altre persone, la scelta giusta per i momenti vuoti, l'ideale riempimento di pause e assenze di argomenti su cui discutere. Abbiamo bisogno delle nostre sigarette e se rimaniamo senza diventiamo nervosi; i mali sono per chi fuma più di noi, ci autogiustifichiamo illudendoci di avere passione per il tabacco, che ci sono cose che fanno più male. Siamo ancora convinti di fumare per scelta e di poter smettere a nostro piacimento (10-15 sigarette al giorno). 4) Le sigarette diventano il primo pensiero quando ci svegliamo e l'ultimo prima di dormire, iniziamo a credere di averne bisogno per concentrarci, per digerire, per defecare, per goderci appieno di qualunque cosa. Non riusciamo a stare svegli più di 30-45 minuti senza fumare. Il bisogno è quasi fisiologico, possiamo stare senza mangiare ma non senza fumare, solo ora iniziamo vagamente a capire di non riuscire a smettere (da 20 sigarette al giorno in poi). Ogni volta che scegliamo una scappatoia ai nostri problemi, una soluzione "facile" ci stiamo indebolendo. Pensiamo che siccome fumare è legale non possa essere così dannoso. Falso. Pensiamo che la nicotina non sia in grado di avere la meglio su di noi. Falso. Pensiamo che a morire saranno gli altri. Falso. Pensiamo, senza il pacchetto in tasca, di non valere nulla. Vero (fino ad ora).



Autore: aFiGoZ

 Commenti
paloma
Che quadro triste... Per fortuna non fumo e non m'interessa farlo, ma ho sempre avuto il sospetto...
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