GIAPPONE - Durante il terribile tsunami dell'11 marzo la cittadina di Minamisanriku, nella prefettura di Miyagi, è stata inghiottita dalle onde. Molti edifici sono stati spazzati via e oggi il 95% della città non esiste più. Dei suoi 19000 abitanti ancora 9000 risultano dispersi. Miki Endo, 24 anni, giovane impiegata all'Ufficio Crisi di Minamisanriku, ha rivolto agli abitanti la sua allerta radiofonica dal momento in cui è scattato l'allarme tsunami fino a quando la massa d'acqua si è abbattuta sugli edifici. Miki lavorava nel municipio e invece di mettersi in salvo ha continuato a dare l'allarme dalla stazione radio del secondo piano del palazzo degli uffici pubblici. "Sta arrivando uno tsunami di 6metri. Rifugiatevi in fretta nelle zone più elevate". Grazie alla sua voce trasmessa in tutta la città, molti sono riusciti a salvarsi, ma non lei. Le foto scattate dall'elicottero mostrano l'edificio dell'Ufficio di Crisi completamente sommerso dall'inondazione e alcune persone che cercano di sfuggire alle onde aggrappandosi all'antenna.
Il 23 aprile il corpo di Miki Endo è stato ritrovato nei pressi dell'edificio. Suo marito - si erano sposati l'anno scorso - l'ha riconosciuto grazie a un bracciale di fili da ricamo annodato alla caviglia che lui stesso le aveva regalato e a una voglia sulla spalla destra. Attraverso l'esame del DNA il 2 maggio la polizia ha confermato che si trattava proprio di Miki Endo.
Gli abitanti che sono riusciti a salvarsi grazie al suo sacrificio sono addolorati per la morte di Miki. Dell'edificio comunale di tre piani inghiottito dallo tsunami oggi rimane solo la struttura in acciaio rosso. Una parte dei cittadini vorrebbe lasciarlo così com'è, in memoria di Miki e di tutte le persone che hanno perso la vita nella tragedia dell'11 marzo.