Una giovane coppia decide di organizzare un week-end in campeggio per festeggiare sotto le stelle il proprio anniversario. Per una serie di disavventure, però, la nottata prenderà una piega diversa dal previsto: asserragliati in una stazione di servizio e tenuti in ostaggio da una coppia di galeotti in fuga, i nostri dovranno trovare il modo di salvarsi la pelle da una strana minaccia dotata di aculei e molto molto affamata.
Classico esempio di film horror americano incentrato sui mostri, "Splinter" mostra nei suoi 80 minuti tutti i clichè del genere: creatura misteriosa che cerca di mangiarsi i protagonisti, impossibilità di chiedere rinforzi, atti di eroismo assortiti e, naturalmente, fuoco a volontà. Quindi nulla di nuovo sotto il sole ma un piacevole "ritorno a casa" per tutti gli amanti del genere.
L'essere contro cui il nostro manipolo di eroi improvvisati si batte non è di sicuro un esempio di effetti speciali sbalorditivi ma l'idea che ne sta alla base è davvero ottima: meritava decisamente più spazio e più possibilità di mettersi in mostra in tutta la sua bruttezza. Anche gli attori se la cavano egregiamente: sono tutti bravi e convincenti nella loro interpretazione.
Ed ecco, a proposito di attori, quello che a mio parere è l'elemento più interessante della pellicola: i personaggi. In modo un po' paradossale, visto che l'attenzione dovrebbe essere tutta per il mostro munito di aculei, le parti più riuscite finiscono per essere quelle in cui l'essere non c'è. I protagonisti, infatti, sono pochi ma ben caratterizzati, lontani dai classici "buoni" che si vedono in questo genere di film: devo ammettere che la coppia di fidanzati mi ha strappato più di qualche sorriso. La creatura incuriosisce come ho già detto: tuttavia, il suo comparire riporta ogni volta la storia su binari classici e su scene già viste in mille altri film. Non appena gli umani hanno campo libero, invece, ecco che subito si creano situazioni e dinamiche più interessanti e grondanti umorismo nero.
Insomma, un film horror piacevole ma non eccezionale.
Se il regista avesse osato di più nella trama questo Splinter avrebbe potuto rivelarsi una vera sorpresa; così com'è, invece, è solo un buon esempio del suo sanguinolento genere.
Autore: Locke
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