È difficile riuscire a demarcare quella linea sottile che segna il confine dei rapporti tra datore di lavoro e dipendente o tra allenatore e giocatore.
Ma perché è sempre così maledettamente difficile?!
La prima risposta scontata, ma quanto mai veritiera, è sicuramente che il datore di lavoro si dimentica di essere stato anche lui un lavoratore dipendente come l'allenatore tende a dimenticarsi del proprio passato di atleta.
E se provassimo a grattare un po' la superficie? Si noterebbe chiaramente che un gruppo di lavoro, come una squadra sportiva, sono formate da più persone, tante, bellissime, eterogenee, uniche! Viene da sé che non può esistere uno schema preciso che possa andar bene per tirare fuori il meglio da ognuno.
Mi piacerebbe che un giorno chi ha in mano lo "scettro del potere" del proprio team di persone dedicasse un'ora a settimana (nemmeno dieci minuti al giorno!) a pensare come e cosa poter delegare al proprio dipendente o come poter tirare fuori il massimo del potenziale da un atleta.
Difficile? Forse, ma i risultati sarebbero quanto mai evidenti ed in tempi relativamente brevi.
Come lavorerebbe un dipendente incaricato a svolgere una parte del lavoro che fino a qualche giorno prima era di competenza del suo "capo"?
Come giocherebbe un atleta consapevole che il suo contributo può fare la differenza in una partita importante?
E soprattutto, le persone così motivate e serene nello svolgere il proprio ruolo quanta aura positiva hanno intorno e quanto riescono a contagiare le persone del loro stesso gruppo?
E se vogliamo anche essere un po' materialisti, quanto alzerebbe il fatturato della nostra azienda? Quanto in alto alla classifica riuscirebbe ad arrivare la vostra squadra con un clima tale all'interno?
Moltiplicate tutto questo per ogni persona all'interno del gruppo e i risultati potrebbero assomigliare a quello che molti definirebbero un miracolo!
Io ci proverei; aprirei il mio cassetto della fiducia e ne investirei una piccola parte in un tentativo che, se dovesse darmi buoni risultati, migliorerebbe anche la mia qualità della vita, in caso contrario perderei solo un'ora del mio tempo nel tentativo di rendere migliore il genere umano.
Forse però è proprio qui che nasce il problema e ritorniamo all'inizio: la difficoltà personale a fare un atto di fiducia.
Autore: stellamarina
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aFiGoZ
La fiducia è un bene prezioso, siamo così terrorozzati dal mondo che raramente ne diamo a chi... |
zomuzco
Spesso poi il tuo capo, datore di lavoro, non è stato per nulla un dipendente, è stato messo li per... |
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