La floriterapia può essere definita come un metodo di cura di vari disagi e patologie del corpo e della mente attraverso il potere che alcune essenze floreali avrebbero nel ripristinare gli eventuali squilibri all'interno del nostro organismo causati da diverse malattie.
Le proprietà curative di questi fiori vennero scoperte fra gli anni '20 e '30 dal medico inglese Edward Bach in assonanza con le idee di Hanhemann sull'omeopatia che lui stesso condivise lavorando presso l'ospedale omeopatico di Londra.
L'idea di fondo del pensiero di Bach è quella di un'attenzione e di una presa in carico olistica dell'intera persona del malato e non soltanto della sua malattia come la tradizionale medicina meccanicistica vorrebbe, arrivando a spersonalizzare la patologia dalla personalità del paziente come cosa "altra" da lui. In questo l'affinità fra le idee di Bach, ideatore della Floriterapia e quelle di Hanhemann padre dell'Omeopatia.
Tuttavia i rimedi floreali scoperti da Bach non sono assimilabili tout court ai rimedi omeopatici, consistono piuttosto nell'utilizzo delle proprietà curative di alcune essenze floreali (39 in tutto) che avrebbero ognuna una specificità per uno stato d'animo o tipologia comportamentale caratteristico. Per questo le essenze devono la loro efficacia all'adeguata "personalizzazione" della cura, nel senso che un bravo floriterapeuta prepara una bottiglietta di fiori "ad hoch" a seconda della specificità della persona e del problema (fisico o psicologico) che si trova ad affrontare dopo averlo indagato attraverso un opportuno colloquio.
Sebbene ci sia tutt'altro che unanimità negli ambienti scientifici sulla validità del metodo floriterapico (come dell'omeopatia d'altra parte) tali metodi sembrano rivelarsi di notevole efficacia anche sui bambini e sugli animali. Il vantaggio sarebbe quello di sollecitare le risorse riparative di natura psico-fisica della stessa persona in maniera dolce e naturale senza scotomizzare la parte malata dal resto dell'individuo né ricorrere a sostanze chimiche di tipo più propriamente farmacologico.