Ancora una settimana e la regular season del campionato Nba 2010/11 sarà conclusa. Si aprirà il sipario sul momento più importante della stagione, quello dove vincere non è semplicemente importante ma è la sola cosa che conta: i playoff.
La stagione regolare è stata per lunghi tratti dominata dai San Antonio Spurs, squadra texana già vincitrice dell'anello Nba per ben quattro volte tutte negli ultimi undici anni (1999, 2003, 2005, 2007) capace di inanellare un record di 60 vittorie e 19 sconfitte sulle 79 partite fin qui disputate. Miglior record della lega, sebbene la squadra nero-argento sia reduce da un periodo di forma non esaltante caratterizzato da 6 sconfitte (fra l'altro consecutive) nelle ultime 10 partite giocate. Un calo fisiologico per una squadra che per buona parte della stagione ha giocato un basket d'attacco, brillante e soprattutto vincente. L'esperienza di campioni come Tim Duncan, Manu Ginobili e Tony Parker e il genio tattico dell'allenatore Gregg Popovich sono motivi più che sufficienti per considerare San Antonio la squadra da battere per tutte le contendenti al titolo.
Squadra da battere e da temere forse anche più che i due volte (2009, 2010) campioni in carica, i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant, Pau Gasol e Phil Jackson (l'allenatore più vincente della storia con 11 titoli vinti), reduci da una stagione di alti e bassi di cui l'ottimo record (55-23) non è piena e veritiera espressione. E' anche vero che la squadra gialloviola dà il meglio di sé proprio in post-season; non sottovalutare mai il cuore di un campione e i Lakers sicuramente venderanno cara la pelle.
Da non sottovalutare è anche la voglia di riscatto dei Boston Celtics, sconfitti proprio dai Lakers in finale dopo 7 tiratissime e combattutissime partite. Kevin Garnett, Paul Pierce, Ray Allen e Rajon Rondo: i fantastici quattro come sono stati già ribattezzati negli States. Campione nel 2008 e vicecampione nel 2010 il team, allenato da Doc Rivers, può contare sulla giusta dose di alchimia, talento ed esperienza.
Attenzione anche ai Miami Heat delle tre superstar Chris Bosh, Dwayne Wade e Lebron James, detto anche il prescelto e da molti considerato l'erede di Michael Jordan sebbene l'allievo ancora non abbia eguagliato il maestro in un'aspetto di non secondaria importanza: vincere il titolo.
E chissà che i Chicago Bulls, squadra giovane ed emergente al momento con il migliore record ad Est (59-20) e sorretta dalla stella Derrick Rose (probabile MVP cioè miglior giocatore della stagione), non possa inserirsi nella lotta per il trionfo finale che si annuncia avvincente e incerto.
Autore: Boris7
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