I tour operators italiani sono preoccupati per le cospicue perdite economiche che stanno interessando il turismo nelle zone coinvolte dalle rivolte nel Nord Africa e Medio Oriente.
Pur appoggiando ideologicamente le rivalse sociali e politiche delle popolazioni ribellatesi nei paesi interessati , gli operatori turistici non possono fare a meno di registrare, dal mese di gennaio, perdite tra i 25 e i 30 milioni di euro.
Una lieve ripresa è stata comunque registrata nel mese di marzo, cosa che fa ben sperare per il futuro. Paesi come l'Egitto e la Tunisia, infatti, registrano una ripresa nel numero delle presenze turistiche e l'ottimismo aumenta per le previsioni circa le presenze di turisti nel periodo di Pasqua, visto il numero in costante aumento delle prenotazioni.
I dati negativi registrati in questi primi mesi del 2011 vengono confermati da Roberto Corbella, presidente dell' "Associazione Tour Operator Italiani". Secondo Corbella, infatti, il consuntivo del primo trimestre di quest'anno è molto negativo per gli operatori turistici, con una perdita che si aggira intorno ai 25 milioni di euro. Basti pensare al calo delle presenze turistiche nel solo Egitto: il Paese nord africano registra un calo del 40% di visitatori. Fanno eccezione località turistiche come Sharm El Sheikh che non è stata interessata direttamente dalle rivolte.
Alberto Corti, direttore di "Federviaggio", esprime la sua preoccupazione per la durata dell' instabilità socio-politica nei Paesi interessati dalle rivolte, considerato che il centro del Mediterraneo - secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo - è l'area maggiormente interessata dal turismo.
Una situazione, quindi, che va costantemente monitorata e studiata con il contributo delle maggiori organizzazioni mondiali onde evitare il tracollo del settore turistico e l'inevitabile crisi economica di alcune delle aree interessate dai moti di rivolta.
Autore: luachan