Iscriviti ora!   
 
Schede Animali  Schede Animali      LA CAVALLERIA E IL WEB 45. Inquisizione 27 
 



 Menù

Forum
Chat
Invertebrati
Mammiferi
Pesci
Rettili e anfibi
Uccelli

 Ultimi post forum

[xbox]vendo 27...
Vendo 27 titoli per XBOX tutti Pal in...

cosa guardate per...
nei primi approcci con le persone del sesso...

Amityville Horror
Raga qualc1 ha visto il film Amityville...

Discussioni clone
Ehm cerchiamo di non aprire discussioni che...

NGE
Se ho sbagliato sezione spostatela...

Magie fatte in casa
Ecco un paio di magie che abbiamo realizzato...

chi vuol essere...
Ciao, voi la vedete questa trasmissione?...

Effetto werther
Cosa sapete sull'effetto werther? Cosa ne...

The invisible man
Conoscevate questo artista? Pazzeco, in...

Problemi con...
Alcune domande su Microfoft Office......

In alcune persone...
Luca Asnoldi, 24 anni, rifiuta una...

 


LA CAVALLERIA E IL WEB 45. Inquisizione 27


 
LA CAVALLERIA E IL WEB 45. Inquisizione 27

Strumenti di tortura 9

 

Nell'illustrazione: ghigliottina

 

Squartamento.
L'eviscerazione era un metodo di esecuzione largamente diffuso. L'addome veniva inciso e un capo degli intestini agganciato ad un ferro e lentamente avvolto sul tamburo del legno. La vittima rimaneva cosciente per lunghe ore e alcune volte la richiesta di giustizia veniva soddisfatta facendo ingoiare al prigioniero le sue stesse viscere appena estirpate dal ventre.
Una variante era lo squartamento coi cavalli cui fu sottoposto Robert-François Damiens nel marzo 1757 per avere attentato alla vita di Luigi XV. L'esecuzione più in voga nel medioevo consisteva però nel seguente procedimento: il prigioniero veniva legato con una grossa fune, sia all'altezza delle braccia che delle gambe; le funi erano poi assicurate a una grossa sbarra di legno o di metallo che a sua volta veniva legata a dei cavalli, uno per ogni estremità della vittima. Poi li si costringeva a dare dei piccoli strattoni che l'obbligavano ad implorare pietà. Quando i carnefici si ritenevano infine soddisfatti, frustavano le bestie contemporaneamente incitandoli in direzioni opposte, in modo da fare a brandelli le membra. Spesso e volentieri il corpo della vittima opponeva resistenza cosicché i boia lo facevano a pezzi con delle accette, come fa un macellaio con la carne, fino a quando le membra si staccavano dal busto del prigioniero ancora vivo.


Il piffero del baccanaro.
Strumento di ferro (anche di ottone e legno) a forma di tromba, trombone, flauto dolce, oboe, ecc di probabile origine olandese conosciuto già nel seicento come risulta da alcune stampe dell'epoca.
Veniva altresi usato per coloro che disturbavano le funzioni religiose oppure per punire i musicisti "rei" di cattive esecuzioni.
L'anello di ferro veniva serrato dietro il collo della vittima e le sue dita, dopo essere stati inseriti sotto gli archetti dell'apposita morsa in atteggiamento di suonatore, venivano strette a forza di vite secondo il piacere del boia, fino allo stritolamento totale.
Essenzialmente questo supplizio era una specie di berlina, con tutte le solite conseguenze penose e talvolta fatali, inflitta per delitti e peccati relativamente minori: litigiosità, bestemmia del primo grado, turpiloquio, disturbo della pace pubblica, e così via.

 

Maschere d'Infamia ed il Ceppo di Gogna.
In Italia veniva spesso riservato a chi faceva baldoria e baccano davanti alla chiesa durante le funzioni; il termine "piffero del baccano" si riscontra in alcuni documenti bolognesi del primo settecento. Nella Repubblica Veneziana pesanti pifferi ferrosi e qualche grado di schiacciamento delle dita attendevano chi aveva fatto denuncia anonima infondata contro altri al Consiglio dei Dieci "spinto da malizia, stizza o invidia".


Ghigliottina.
Macchina per decapitazione così chiamata dal nome del fisico francese Joseph-Ignace de Guillotin che ne propose l'adozione nel 1789: siccome la decapitazione era considerata il metodo di esecuzione meno doloroso e più umano, Guillotin suggerì la costruzione di una macchina apposita.
Essa consiste di due travi parallele issate verticalmente incavate al centro e unite in alto da una traversa e di una lama obliqua legata con una fune alla traversa. Il condannato pone il collo in una struttura tipo gogna dalla quale passerà la lama obliqua; liberata la fune, la lama svincola lungo le due travi e cade sul collo del prigioniero tagliandogli di netto la testa che cade nel cesto posto davanti alla ghigliottina.
Versioni diverse e rudimentali erano usate già nel'300 per l'esecuzione di nobili.

Gli strumenti presenti alla mostra sono solo una piccola testimonianza delle atrocità di cui l'uomo è stato ed è tuttora capace. Molti altri metodi di tortura venivano e vengono tuttora utilizzati, con alcune varianti, per estorcere confessioni agli accusati. Qui abbiamo indicato gli strumenti più noti e diffusi all'epoca.

 




Autore: SirAntony

 Commenti
LEGGI TUTTI

News di attualità

Marketing e...
C'è un pupazzo che piace molto alle ragazze...

Come cavarsela ad...
La prima fase di un colloquio di lavoro...

LA CAVALLERIA E IL...
Le torri - I merli - trincee, fossati e...

Descrivere e creare...
Vi scrivo questo articolo per parlarvi di...

4) Un RPG in XNA -...
Veniamo all'aspetto pratico ora. Supponiamo...

 




pubblicità | siti partner | regole | visione | diritti | ufficio stampa | donazioni | scrivici
© 1999-2012 - P.IVA 02284690035 - Grafica, layout e contenuti sono di esclusiva proprietà di Schede Animali.

Web Design by ArcadiA Club

Powered by:
Spazi pubblicitari di alto livello