La giostra - Caroselli e giochi cittadini.
LA GIOSTRA.
Ma se il torneo era ormai divenuto uno spettacolo, protagonisti assoluti rimanevano i nobili cavalieri che in esso esibivano le proprie virtù. Il torneo vero e proprio, con schiere di cavalieri che si affrontavano in furibonde mischie, fu affiancato da un tipo diverso di scontro, condotto da cavalieri che combattevano singolarmente uno contro l'altro. Si trattava della giostra, la forma di torneo che nel tempo riscosse il maggiore successo. Attorno alla giostra nacquero quei complessi apparati cerimoniali di cui si faceva cenno all'inizio e che caratterizzano, ai nostri occhi, il torneo medievale. Gli ideali di amore cortese trovarono nelle giostre una manifestazione ideale: i nobili cavalieri si battevano in nome della "servitù d'amore" e per compiacere le dame. Per simboleggiare questi ideali, i cavalieri facevano il loro ingresso nel luogo della giostra con il polso vincolato a una catena d'oro tenuta da una dama.
Le norme che codificavano la giostra si fecero sempre più strette e dettagliate. L'introduzione, all'inizio del XV secolo, di una barriera che teneva separati i due contendenti costringendoli a percorrere due corsie parallele, rappresentò il culmine dell'evoluzione della giostra: i due cavalieri si lanciavano uno contro l'altro tentando di disarcionarsi con un colpo di lancia. I colpi all'elmo erano proibiti e le lance erano costruite in modo da spezzarsi all'impatto, per diminuire i rischi di penetrazione. In queste forme le giostre vissero, tra XV e XVI secolo, la loro epoca d'oro e divennero l'occasione per sovrani e signori che le organizzavano di esibire la propria potenza e ricchezza.
CAROSELLI E GIOCHI CITTADINI.
A partire dalla seconda metà del XVI secolo il torneo e la giostra si svuotarono progressivamente dei significati originari, mantenendo solo quelli più coreografici, come la sfilata dei partecipanti che presto divenne un vero e proprio corteo in costume. Si inventarono nuovi momenti, come le esibizioni equestri, che lasciarono sempre meno spazio alla giostra: era nato il carosello, una forma di spettacolo tipica del mondo post-medievale e che ancora oggi viene praticata (si pensi alle fasi iniziali del palio di Siena e di manifestazioni similari, o anche alle parate militari).
Un'altra eredità dell'antico torneo medievale è costituita dalle manifestazioni che ancora oggi si tengono in tante cittadine italiane: palii, giostre, quintane, etc. L'origine di molte di tali manifestazioni era quella di organizzare delle grandi "esercitazioni" per la cittadinanza: la finalità era infatti quella di addestrare il popolo allo scontro in modo da poter disporre di milizie costituite da cittadini.
L'origine militare è evidente in giochi come quelli, ad esempio, che richiedono la divisione della città in quartieri o cantoni, i quali devono battersi per il controllo di un ponte oppure per impedire il passaggio agli avversari. La quintana è invece un tipico esercizio da giostra sopravvissuto sino ai giorni nostri: il cavaliere deve infilare con la propria lancia anelli sempre più piccoli, allenandosi in questo modo a centrare l'avversario al momento dello scontro tra le corsie.
Certamente questa finalità della quintana oggi appare inutile, ma lo spirito dei partecipanti e del pubblico che assiste è ancora quello delle antiche giostre. O, almeno, ci piace credere che sia così.
Autore: SirAntony