Macchine d'assedio 2. L'ariete. L'ARIETE DA SFONDAMENTO
Era costituito da un grande palo con una sommità di ferro posta all'interno di una costruzione mobile fatta correre fino alla sezione del muro o alla porta da sfondare. Una volta vicino all'obiettivo il palo veniva spinto avanti e indietro contro il muro, finché la forza con cui venivano sferrati i colpi produceva una rottura nelle assi di legno della porta o nel muro di pietra creando un'apertura da cui attaccare. Il tetto dell'ariete era coperto da pelli bagnate per evitare che prendesse fuoco. Lo sfondamento era un'attività pericolosa. I nemici lanciavano sull'ariete grossi massi, acqua bollente o grasso in fiamme nel tentativo di distruggerlo o di uccidere gli uomini che lo facevano funzionare. Anche quando una porta o un ponte levatoio venivano distrutti vi erano, in genere, ulteriori saracinesche e porte attraverso cui combattere. Durante l'assedio di Tiro nell'inverno tra il 1111 e il 1112, gli Arabi trovarono un espediente ingegnoso per difendersi dall'ariete: gettando ganci afferravano l'ariete e lo trascinavano lontano dal muro. In questo modo furono ripetutamente in grado di ostacolare l'utilizzo dell'ariete.
Gli arcieri e i balestrieri attaccanti si riparavano per terra coprendosi con grandi scudi di legno. Una stretta feritoia in cima allo scudo consentiva agli attaccanti di mirare i difensori. Re Riccardo I d'Inghilterra, detto Cuor di Leone, scoprendosi dal lato di uno di questi scudi, ricevette una ferita mortale sulla spalla dalla freccia di una balestra.
Autore: SirAntony
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