Esiste la bellezza oggettiva? Stando al corretto uso della terminologia la risposta è "no, la bellezza oggettiva non esiste". Molti, o quasi tutti, avranno di che ridire su questa risposta. Particolarmente le donne, oggettivamente fuori da ogni logica comune e quindi straordinarie, sono convinte che ci siano degli uomini e delle donne oggettivamente belle. L'assunto è: c'è il bello che piace ed il bello che non piace, ma nessuno può negare che quello stesso "oggetto", che piace e non piace, sia bello. Intendiamoci (parole di donne): un Raul Bova può piacere a chi di meno e a chi di più, ma nessuno può negare che sia bello, oggettivamente bello. Sofisma squisito! Illusione eccellente ma fondamentalmente discutibile. È bene ragionare su quello che si può definire oggettivo. La matematica è una scienza certa: 2+2 = 4. Chi può dire di no? Il risultato è oggettivo; non è una scelta dettata dal contesto o da suggestioni varie. È così. Punto. Il "bello", invece, è frutto di valutazioni che partono dalla coscienza di un individuo e risentono del contesto ambientale, culturale e temporale. Altrimenti non si spiegherebbero i cambiamenti del gusto estetico nel corso delle epoche. Quello che è bello oggi, come per alcuni potrebbe essere una modella, ieri era ritenuto brutto. Dipinti del passato ci danno l'idea di come le modelle di un tempo fossero diverse da quelle di oggi. In pratica l'oggettivamente bello non esiste perché tutto risente del correre del tempo e dello spazio. Al contrario 2+2 dava come risultato 4 sia millenni fa che oggi, sia dall'altra parte del mondo che qui. Questo è oggettivo: "sempre" e "ovunque", termini fuori dalla portata della comprensione umana. Ma è difficile convincere una donna del fatto che Raul Bova piace "oggi" e "qui" secondo certi canoni, che valgono oggi e e iin questo luogo. L'esistenza stessa del "canone" smonta la teoria del bello oggettivo. Una cosa oggettivamente bella non lo è secondo un canone: lo è e basta. Ma questo ragionamento non vale con le valutazioni che fanno gli esseri umani. Heisenberg, famoso fisico, enunciò il "principio di indeterminazione" che consiste nel fatto che nulla si può determinare nel tempo e nello spazio senza influenzare il giudizio stesso. Nel caso di una misura fisica, il tremolio della mano potrebbe falsare la misurazione (esempio banale che poco ha a che fare con la fisica quantistica di Heisenberg); nel caso di una valutazione teorica come la bellezza, la coscienza, i gusti ed il contesto culturale potrebbero falsare la determinazione di cosa sia bello o no. Ebbene si: Raul Bova non è oggettivamente bello. Ma, oggettivamente, piace a tante...
Autore: neshef
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| Commenti |
Pollina
Meno male che gli uomini ce lo spiegano!!!! |
neshef
Lo spirito dell'articolo, mentre si parlava delle donne, era ironico. Non voleva ne offendere... |
zomuzco
Credo che prima di chiederci se la bellezza sia soggettiva od oggettiva doremmo essere in grado di... |
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