Su tutti i moderni tool di creazione per RPG (come RPG Maker VX) si fa ancora uso dei layer: terreno, maschera e aria che stanno ad indicare in quale ordine renderizzare determinate cose. Ma a mio parere è un sistema ormai vecchio e molto lento. Supponiamo di avere una mappa 30*30 e 3 layer. La mappa conterrà 30*30*3 = 2700 tiles in tutto! E magari, nelle mappe interne, il 3° layer per l'altezza non ci serve neanche! Inoltre sono complessi da gestire durante l'editing. La soluzione che propongo io è quella di usare lo ZOrder (ordine di profondità) già presente in XNA. Questa tecnica ci permette di "dividere" lo schermo in 3 dimensioni come nella FIGURA. Come vedete, X e Y sono i bordi della nostra finestra di gioco, per intenderci, mentre la Z ci permette di dare ad ogni immagine una profondità. Secondo il metodo tradizionale "chi viene disegnato per ultimo appare in cima allo schermo, chi viene disegnato per primo appare sotto tutto"; disegnando in ordine ALBERO, PERSONA e CASA, si ottiene esattamente l'opposto di quello che serve a noi. Quindi, sempre secondo "la tradizione" dovremmo dividere in 3 layer: un layer per disegnare il tetto della casa e la chioma dell'albero, un'altro per disegnare il tronco e le mura della casa e uno per i giocatori (che non viene contato come layer ma c'è), così l'ordine di disegno non conta. Però dobbiamo dividere in 3 layer per farlo e non solo: dobbiamo anche dividere i "tileset"! Mentre con lo Zorder non succede: disegnando in ordine sfuso CASA (30%), ALBERO (10%) e PERSONA (20%), essi vengono inseriti sulla loro fascia e disegnati a partire dallo 0% fino al 100%. Il risultato ottenuto sarà come quello nella figura qui sopra: tutti e 3 allineati correttamente e senza nessun layer o tileset diviso. CONTINUA SULLA PARTE 2
Autore: Freank
|
News di attualità
LA CAVALLERIA E IL...
GLI INQUISITORI PASSATI ALLA...
Come calcolare la...
Possiamo definire percentuale di un numero...
Milan, Allegri...
Massimiliano Allegri non vede l'ora di...
Musica: Michael...
Michael Jackson e Lady Gaga sono gli artisti...
Mangia e non...
Emotional eating, ossia fame emotiva, è quel...
|